La Speranza non ha età
La vita è speranza. Se si perde la speranza, si perde il significato della vita. Senza obiettivi e motivazioni, il presente pesa, il futuro fa paura. Sperare non è solo dei giovani, perché la speranza è più che avere anni davanti a sé. Ogni età, in modi diversi, è da vivere come dono e responsabilità. Chi ha vissuto più a lungo, può guardar si indietro, non per inutili rimpianti, ma per guardare meglio e più avanti.
È bello anche essere anziani.
Nonostante acciacchi e limitazioni, perché lasciarsi imprigionare dalla tristezza o dalla noia? C’è sempre così tanto da imparare e insegnare, da ricevere e donare. La speranza è una virtù possibile in ogni età. Gli anziani hanno da molto dire sulla speranza. Sono un volto della speranza. Secondo la Bibbia, tutta la vita e ogni vita è una benedizione. Oggi non solo gli anziani, ma a volte nemmeno i giovani, i figli, sono considerati una bene dizione. Perché? La riposta è facile: perché al centro di tutto non c’è la persona, ma il denaro. In una società dominata dalla logica del profitto e dell’efficienza, chi non è produttivo (come gli anziani o i malati), è inutile e chi non ha un lavoro (come tanti giovani), è un problema. I figli una limitazione e un costo per sé e per la carriera. Solo se non la facciamo dipendere dal denaro, la vita non perde la sua dignità e sacralità. Tutta la vita, ogni vita.
Gli anziani non devono essere considerati né considerarsi un peso, ma una risorsa. Una risorsa di speranza.
«La qualità di una società – diceva papa Benedetto XVI
– vorrei dire di una civiltà, si giudica anche da come gli anziani sono trattati e dal posto loro riservato nel vivere comune. Chi fa spazio agli anziani fa spazio alla vita! Chi accoglie gli anziani accoglie la vita!». Per più motivi gli anziani possono essere speranza. Ne ricordo alcuni: per la loro preghiera, la loro sapienza, il loro impegno, i loro sogni, la loro capacità di dialogo.
La speranza degli anziani, inoltre, è la loro sapienza, frutto degli anni vissuti. «La sapienza di vita di cui gli anziani sono portatori è una grande ricchezza». Tutti dovremmo esserne consapevoli e convinti.
Gli anziani sono autentica e concreta speranza visto il ruolo ancora molto attivo e spesso indispensabile che molti hanno per figli e nipoti, per l’opera di volontariato che svolgono, che fa bene a se stessi e agli altri.
Papa Francesco invitava gli anziani a essere dei sogna tori. «Sogni però carichi di memoria, non vuoti, vani, come quelli di certe pubblicità. I sogni degli anziani sono impregnati di memoria, e quindi fondamentali per il cammino dei giovani, perché sono le radici». Allora, se il grande compito degli anziani è “trasmettere l’esperienza della vita, la storia di una famiglia, di una comunità, di un popolo, ciò significa che la vecchiaia è da considerare la stagione del dialogo. Il futuro di un popolo suppone necessariamente un dialogo e un incontro tra anziani e giovani per la costruzione di una società più giusta, più bella, più solidale, più cristiana“. Con la loro sapienza possono riconoscere la speranza più vera, grazie alla loro esperienza possono regalarci quelle più necessarie.