LA SPERANZA NON HA DELUSO

LA SPERANZA NON HA DELUSO

La Porta Santa, varcata da milioni di pellegrini, alcuni di noi tra loro, è chiusa. È stato il Giubileo della speranza. Tanto si è detto e fatto in nome della speranza, anche nella nostra comunità e su queste pagine.

Ho capito di quale speranza c’è bisogno; ho visto tanta speranza. Ci sono problemi, ma anche soluzioni; soprattutto, tante persone che non mollano. La speranza è una forza che nessuno è ancora riuscito a incatenare del tutto. So perché: è dono di Dio. Dio non chiuderà mai la porta della speranza a chi la vuole varcare. Dio cammina con chi non smette di sperare.

Se durante quest’anno santo più di 33 milioni di persone sono andate a Roma è perché il mondo è pieno di persone che hanno bisogno di speranza e sanno che c’è. Il mondo è di chi gli dà più speranza.

Ho visto una delle grazie del Giubileo: varcando la Porta Santa, riflettendo, pregando, invocando speranza, molti hanno compreso che ciascuno di noi, ognuno a suo modo, è responsabile della sua vita e di quello che accade nel mondo. Ognuno di noi, se tiene accesa la speranza, può fare la differenza. Papa Leone XIV ha detto così: «Se ognuno di noi, a tutti i livelli, invece di accusare gli altri, riconoscesse prima di tutto le proprie mancanze e ne chiedesse perdono a Dio, e nello stesso tempo si mettesse nei panni di chi soffre, si facesse solidale con chi è più debole e oppresso, allora il mondo cambierebbe».

Sperare significa che un altro mondo è possibile, ma bisogna osare la speranza. Se spero devo agire. Chi ha vissuto l’Anno Santo è più capace di speranza, perché ha imparato un altro sguardo.

Chi ha varcato la Porta Santa non lo ha fatto per dimenticare questa vita, ma per vedere in un altro modo la vita. Non ha chiuso gli occhi sulle contraddizioni, le difficoltà, le ferite del presente, ma ha voluto tenerli aperti su Dio. In Lui c’è la luce della speranza, la forza dell’amore e della riconciliazione, la pace del perdono. La Porta santa si è chiusa il giorno dell’Epifania, la festa di Dio che apre la sua porta a tutti. Tutti possono entrare nella sua gioia. Dopo aver adorato il Bambino, i Magi tornarono al loro paese “per un’altra strada”, cioè con occhi, cuore e passi nuovi. Occhi pieni di luce, cuore pieno di pace, passi pieni di speranza.

Ho visto lunghe file passare per la Porta Santa. Mi sono messo in fila anche io. Osservavo, cercavo di capire. Non ho visto la pretesa di ottenere chissà quali miracoli. Ho visto emozione, commozione, certezza che Qualcuno oltre quella porta li stava attendendo, con pazienza e amore, con le braccia spalancate.

«Mentre chiudiamo questa Porta Santa dice papa Leone – siamo sicuri che il Buon Pastore tiene sempre aperta la porta del suo cuore per accoglierci tutte le volte che ci sentiamo oppressi e stanchi. Si chiude questa Porta Santa, ma non si chiude la tua clemenza. Dio fedele, lascia aperti i tesori della tua grazia e donaci di perseverare nella vita nuova per essere nel mondo testimoni della speranza che non delude».

Mi torna alla mente il Vangelo: i discepoli nel Cenacolo per paura e il Risorto che entra, nonostante le porte chiuse. E l’Apocalisse: «Ecco io sto alla porta e busso». Non si stancherà mai di bussare alla mia porta. La Porta Santa si chiude. Possiamo essere noi adesso porte aperte, se capaci di dare fiducia, sollievo, speranza. Possa vedere chi ci incontra che la nostra porta è aperta.

                                                                                                                                                                   don Luigi