I cristiani di Longuelo

CHIESAÈ una comunità di cristiani che abitano e si riuniscono in un luogo. Noi siamo i cristiani che abitano il quartiere di Longuelo in Bergamo. Siamo cristiani di città. Nella nostra piccola comunità di circa cinquemila abitanti si realizza il mistero della Chiesa diffusa in tutto il mondo. Dove c’è una comunità cristiana là c’è la Chiesa. A riunirci come cristiani di una comunità non è una libera volontà di associazione, non è l’interesse economico, nemmeno basta il solo desiderio di stare insieme. A riunirci e farci essere comunità è il Signore Gesù con la sua Parola e i suoi sacramenti. Perciò il momento centrale e culminante della vita della parrocchia è celebrazione eucaristica domenicale: è lì che il Signore incontra i cristiani, li istruisce con la Parola e li manda nel mondo come missionari a testimoniare nella vita di ogni giorno che l’amore di Dio (il vangelo, la buona notizia) è per tutti. La parrocchia è in questi ultimi anni molto cambiata. E cambiato è l’atteggiamento dell’essere cristiani sempre più chiamati ad essere missionari tra le case degli uomini: si tratta di andare verso loro, aiutarli a riconoscere il passaggio di Dio nella loro vita e nella loro storia concreta, cioè il vangelo. La missionarietà è la concreta conversione pastorale scelta dalla Chiesa italiana e dunque anche da quella bergamasca. Longuelo compreso. Il Piano pastorale parrocchiale consegnato nel 2008 alla comunità del quartiere lo aveva esplicitamente dichiarato.

La comunità parrocchiale è fatta anzitutto della vita semplice, riconoscente, generosa e paziente dei suoi fedeli – dai più piccoli agli adulti, dalle famiglie agli anziani –, ognuno ha doni e qualità particolari da offrire che si ispirano e traggono la forza da Gesù Cristo e dal suo vangelo. Per questo motivo la vita di ognuno ha bisogno di nutrirsi, proprio grazie alla comunità, dell’ascolto della Parola, dell’Eucaristia e di alcuni servizi o ministeri. Ma per come le nostre comunità si stanno evolvendo, cercando di rispondere alle domande di senso dell’uomo e rimanendo fedeli a Gesù Cristo, l’apporto dei laici è di particolare urgenza. La missionarietà (o nuova evangelizzazione) richiede laici disponibili e generosi e nello stesso tempo sempre più preparati e all’altezza delle chance e delle sfide del mondo in cui vivono.

Le comunità cristiane, ce ne stiamo accorgendo tutti, stanno attraversando un momento di profonda transizione. I modi tradizionali di vivere la fede sono stati travolti da un contesto culturale che si è vorticosamente e radicalmente modificato. I modi di vivere e di pensare degli uomini hanno mandato in crisi le vecchie appartenenze e convinzioni (non solo religiose) e i cristiani, a volte, danno la sensazione spiacevole di non avere risposte alle domande concrete dell’uomo. È compito delle comunità intercettare le domande nuove che emergono dalla coscienza dell’uomo e nel dibattito pubblico; è compito delle parrocchie elaborare cammini praticabili per aiutare gli uomini a percepire che il vangelo è la buona notizia per loro. La parrocchia – lo vediamo anche a Longuelo – è una realtà molto complessa perché si intrecciano e si mescolano mentalità e atteggiamenti ereditati dalla tradizione e dal passato, ma non più convincenti, e stili di vita moderni non sempre comprensibili e, a tratti, ambivalenti. I cristiani che vivono nella storia hanno il compito di riflettere, valutare e reinventare i modi e gli atteggiamenti dell’essere fedeli a Gesù, tenendo acceso il difficile e inedito dialogo con il mondo, anche quando il mondo sembra disinteressato al cristianesimo o, magari, contro la Chiesa. Questa azione di intelligenza e sapienza i cristiani la chiamano discernimento. Le parrocchie sono il luogo dove avviene il discernimento sulle cose del mondo in vista di una speranza.

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